Don Backy, il poeta della musica italiana senza tempo si racconta: ''La musica è la mia vita''

24.04.2026

Parlare con Don Backy, all'anagrafe Aldo Caponi, è come parlare con una vera e propria radio della musica italiana e non perché le curiosità di cui l'artista ci racconta siano solamente ricordi curiosi ed unici, ma perché sono sue le storie mitiche che dagli anni '60 ad oggi lo annoverano fra i cantautori più apprezzati della scena italiana.

Le sue canzoni hanno segnato generazioni e soprattutto, ancora oggi sono identificabili dal pubblico più giovane. Non siete ancora contenti? E' l'unico autore italiano ad aver avuto il privilegio (ci sarà un motivo ovviamente, il talento ha sempre la meglio su tutti) di aver scritto per le più grandi cantanti ed interpreti italiane: Ornella Vanoni, Mina, Milva, interpreti singolari dei suoi brani poi reinterpretati da tutte le più grandi star della musica, Iva Zanicchi, Giovanna, Gianna Nannini... tutti cantano e hanno cantato Don Backy.

Eppure, i soliti male informati, quando si parla di Don, dimenticano l'impatto che la sua carriera ha avuto nel mondo della musica e dimenticano la sua grandezza. Allora in questo numero, ripercorreremo noi la sua storia ma, in modo controverso, a partire proprio dalle sue osservazioni sull'ultimo Festival di Sanremo e quindi sullo stato attuale della musica italiana.

di Alessandro Paola Schiavi

Maestro, hai avuto modo di guardare l'ultimo Festival di Sanremo? Cosa pensi della kermesse e delle canzoni in gara?

"Ti rispondo subito di no, non ho guardato il Festival, in realtà non lo seguo da anni e se vuoi ti racconto anche il motivo..."

Prego...

"Nel 1970, presentai una canzone al Festival, ero appena uscito dal Clan e quindi stavo vivendo la mia carriera al pieno ed indipendentemente. Il brano si chiamava ''Nostalgia'' ed era molto bello, non perchè scritto da me, e quindi credevo nel suo potenziale. In quel periodo avevo firmato con la casa discografica CGD, eppure, il brano fu eliminato. Non ci crederai ma da quel periodo, inizieranno per me una serie di ''no'' al Festival di Sanremo. Uno fu ancora più clamoroso.''

Prego, continua...

''Nel 1972 scrivo ''Sognando'', canzone che parla di disagio mentale. I manicomi erano ancora aperti per cui era audace parlare di questi temi...

Ma questo non importava ai vertici, neppure al patron, mi pare fosse Salvetti in quegli anni, il quale disse che avrebbe rinnovato il Festival. Quale innovazione migliore di un brano come ''Sognando''? Eppure non fu così. Da quel momento non guardai mai più il Festival, ci rimasi troppo male per quel rifiuto. La canzone diventerà comunque un successo ma per me quel no resterà sempre un brutto ricordo.''

Ti sei mai chiesto il perchè?

''Non lo so, so solo che sino al 2017 ho proposto brani, circa una ventina, e ogni volta il riscontro è negativo. Mi dicono sempre che il pezzo è bello, che hanno grande stima di me ma, il pezzo non viene mai scelto. Credevo in Carlo Conti, che è Toscano come me e mi ha sempre invitato nei suoi programmi ma, evidentemente, anche lui è come tutti gli altri. Per fortuna il lavoro non mi manca, le serate, i nuovi progetti ed i tanti omaggi che ricevo in tutto il mondo.''

Nella tua carriera comunque parlano i numeri ed i riconoscimenti. Una rotonda addirittura porta il nome de ''L'immensità'', ormai canzone iconica, ed hai ricevuto prestigiosi premio come quello della SIAE.

''Si, sono molto felice dell'amore del pubblico e di ricevere riconoscimenti ma vorrei che anche tanti altri miei amici e colleghi fossero più apprezzati, come Nicola Di Bari, un grandissimo artista.''

In una tua recente intervista in Rai non sono mancate le frecciatine a Mogol, con tanto di prove riguardo il tuo capolavoro ''L'immensità''.

''Certo, lui è un grande artista indubbiamente e fa moltissime serate, è spesso in tv. A Sanremo è stato celebrato e cosa passano fra le canzoni in sottofondo di sua opera? ''L'immensità''. E' un grave errore perché io ho l'agenda originale dove scrissi tutto il testo e Mogol ne cambiò solo una parola. Basta. Tutto il resto è opera mia e lui lo sa bene. Perché farla passare per canzone sua con tutte quelle che ha scritto? Perché non citare mai il mio nome quando sente la canzone in sottofondo? Questa cosa mi rammarica molto ma la gente sa benissimo che la canzone è mia e lo sa anche lui.''

A cosa stai lavorando ora?

''È appena uscito il mio libro "Colpo di genio", Un graphic novel poetico e visionario che ha anticipato i temi ecologici e sociali del nostro tempo. Concepito negli anni 1970 e oggi riproposto in una versione aggiornata e completa, Colpo di Genio è un'opera dedicata all'amore per la Terra e al potere della creatività, in questo modo riesco a far uscire veramente la mia arte attraverso questo fumetto che per me è molto importante.''

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